Utamaro at the foot of Monviso

by Tiziano Fratus


Utamaro at the foot of Monviso

The cherry branch is in bloom,

wind climbs from the sea and pushes it

towards the Alps which spring has

laid bare: her back is reflected

in the window pane, her neck

sprouts from the top of her spine,

a delicate stroke of

slender white moving upwards, and her

hair, a black comma, compact,

in the opposite sense: your body semi

nude reflects in a circular

mirror that rests on the floor,

a box of lacquered beech:

the white towel wrapped

like the sheath of a sword,

compressing a small breast,

that breathes with eyes closed: for

an instant I see your eyes

searching for me, they melt fluid in mine

and disrupt the fragile rules

of my Franciscan grammar,

parting your lips you say leave me

alone… :  I breathe heat into my

hands rubbing, swallowing: I

kneel down with my kneecaps against

your buttocks, press chapped

lips on the skin of your neck,

without overreaching, I listen

to your response which keeps secrets

in breath and in the tremors of flesh:

I remove the black pencil that you

wove into your hair, the steam

spreads the balsam perfume that

you sprinkled after your bath: birdlike:

a hand presses your chin,

while my face disappears under

the roots of your hair: your teeth

make themselves felt, indelicately, lacerating

the thick skin of my index finger, while

I listen to my teeth grind,

sense the sound of plaster and its taste:

you laugh: I use the blood that flows without

any drama to inscribe

the ideogram for              FIRE

on the mature part of your back,

the one the towel doesn’t hide,

I notice that you turn your face towards me,

biting your lip, a drop of

blood collecting on the cotton: the cherry tree

has stopped swaying, Monviso

outlined towards the south, on the profile of

its summit: the tongue traces centimeters

of skin erasing what blood

had marked: I sense that you watch me

in the mirror: my fire burns for you

 

©Creaturing. Selected Poems, Marick Press, Detroit 2010, translation by Francesco Levato

Utamaro ai piedi del Monviso

Il ramoscello di ciliegio è in fiore,

il vento sale dal mare e lo sospinge

verso le Alpi che la primavera ha

denudato: la sua schiena si riflette

nel vetro della finestra, il suo collo

si snocciola in cima alla spina

dorsale, un timido tratto leggero di

bianco slanciato verso l’alto, e i

capelli, una virgola nera, compatta,

in senso opposto: il tuo corpo semi

nudo si riflette in uno specchio

circolare che sta sul pavimento,

una custodia di faggio laccato:

l’asciugamano bianco ti fascia

come il fodero d’una spada,

comprimendo il piccolo seno,

che respiro ad occhi chiusi: per

un istante vedo i tuoi occhi che mi

cercano, si colano fluidi nei miei

e scombussolano le fragili norme

della mia grammatica francescana,

socchiudi le labbra e dici mi lasci

sola… : soffio il mio calore fra le

mani che sfrego, deglutendo: mi

inginocchio con le rotule contro

le tue natiche, poso le labbra

screpolate sulla pelle del tuo collo,

senza esagerare nella presa, ascolto

la tua risposta che riposa segreta

nel respiro e nel tremore della carne:

spillo via le matite nere che avevi

infilate fra i capelli, la precipitazione

spande il profumo del balsamo che

hai cosparso dopo il bagno: svasso:

una mano si stringe al tuo mento,

mentre la mia faccia scompare sotto

le radici dei tuoi capelli: i denti si

fanno sentire, indelicati, lacerano

la spessa pelle dell’indice, mentre

ascolto i miei denti sfregare, ne

sento il rumore di gesso e il gusto:

sorridi: uso il sangue che esce senza

eccessiva drammaticità per incidere

l’ideogramma             FUOCO (HI)

sulla sezione adulta della tua schiena,

quella che l’asciugamano non nasconde,

noto che giri il volto verso di me,

pizzicandoti le labbra, una goccia di

sangue è colata sul cotone: il ciliegio

ha smesso di oscillare, il Monviso si

staglia verso sud, sul profilo delle

vette: la lingua ripercorre i centimetri

di pelle scucendo ciò che il sangue

aveva marcato: sento che mi guardi

nello specchio: il mio fuoco arde per te

©Creaturing. Poesie scelte, Marick Press, Detroit 2010